Turismo responsabile in Thailandia: la mia esperienza con gli elefanti

Prima di partire per il mio viaggio in Thailandia e Cambogia, prima di informarmi su cosa vedere, c’era un’esperienza che volevo assolutamente fare.
A pensarci adesso ho i brividi e mi vergogno perché l’ignoranza e la superficialità possono fare danni grandissimi.
L’esperienza a cui mi riferisco era quella di cavalcare un elefante che, nel mio immaginario, era qualcosa di idilliaco, a contatto con la natura in tutte le sue forme, una sorta di ritorno alle origini e un’esperienza autentica.
Niente di più sbagliato, nella maniera più assoluta.

Gli elefanti sono animali meravigliosi, docili, intelligenti, e ovviamente enormi.
A nessuno verrebbe in mente che salirci sopra è molto, molto, nocivo per la loro salute e che la loro schiena non è adatta a trasportare carichi pesanti. Lo so che sembra assurdo dato che io peso cinquantacinque kg e un elefante diverse tonnellate, ma non è questione di peso ma di struttura della schiena e, quella di un elefante, è diversa da quella di un cavallo.
I tour che cercheranno di vendervi un’esperienza con gli elefanti di questo tipo stanno alimentando una catena di sfruttamento e maltrattamenti ai danni di questi stupendi mammiferi, e credo che tutti debbano saperne il più possibile.
Se non avessi letto questo post, probabilmente ad agosto anche io sarei salita sul dorso di un elefante e so che – una volta scoperta la brutta verità che c’è dietro – non me lo sarei mai perdonato.

Esperienza con gli elefanti a Chiang Mai: no sfruttamento

Ma qual è questa brutta verità che si nasconde dietro alcuni tour?
Semplice, e atroce: l’elefante viene sottoposto a una pratica orrenda – il Phajaan (cercate pure su Youtube o Google) – che serve letteralmente a spezzare il suo spirito e togliere la sua dignità di animale selvatico, è un maltrattamento fisico e psicologico che piegherà l’animale alla volontà del mahout.
Credo che quando viaggiamo dobbiamo creare un impatto minimo sul paese di cui siamo ospiti, che non dobbiamo alimentare sfruttamenti di nessun tipo di esseri viventi, che dobbiamo sempre informarci prima di partire – specie se si tratta di un paese povero – e prendere parte soltanto ad iniziative responsaibili.
Voi lo avreste il cuore di cavalcare un elefante dopo aver scoperto cosa è costretto a sopportare per la vostra “felicità” o per una foto caratteristica da utilizzare come immagine del profilo su Facebook?
Viviamo nell’era del web, l’ignoranza non è più ammessa e deresponsabilizzarsi pensando cose come “anche se non lo faccio io continueranno comunque” è altrettanto squallido e inappropriato.

Fortunatamente, non tutti gli elephant camp del Sud Est asiatico sono di questo tipo.
A Chiang Mai troverete tantissimi opuscoli di tour e parchi contrassegnati dalla scritta “no riding“, quindi, ecco, scegliete quelli, e chiedete conferma in fase di prenotazione, per essere più tranquilli. Io l’avrò domandato all’operatrice almeno 5 volte.
Alcuni rispettano il pachiderma, come l’Elephant Jungle Sancuary, dove ho avuto la possibilità di vivere una magnifica esperienza con gli elefanti e di farlo a cuor leggero, tranquilla che nessun animale sarebbe stato maltrattato per il piacere dei turisti.

Esperienza con gli elefanti Chiang Mai

L’Elephant Jungle Sanctuary si trova ad un’oretta e mezza dal centro di Chiang Mai.
Vi verranno a prendere con una sorta di pick-up direttamente in hotel e vi riporteranno lì: potrete scegliere tra la mezza giornata – sia di mattina che di pomeriggio – o la giornata intera, al costo rispettivamente di 1700 e 2400 bath (44 e 62 euro circa).
E’ indispensabile che portiate il costume e magari anche qualcosa per cambiarvi dopo il bagno con gli elefanti.
Sul sito sconsigliano di portare la macchina fotografica, dal momento che ci sarà il fotografo, ma lui è uno solo e i visitatori sono molti: se non avete intenzione di rincorrere il fotografo per avere qualche bella foto ricordo, forse vi converrebbe averla con voi. Noi non l’abbiamo portata e ce ne siamo pentiti.
Nel prezzo è incluso anche il pranzo a base di riso, zuppe thailandesi e frutta fresca.

Esperienza con gli elefanti a Chiang Mai

Esperienza con gli elefanti a Chiang Mai

Esperienza con gli elefanti a Chiang Mai

La mia esperienza con gli elefanti all’Elephant Jungle Sanctuary è stata qualcosa che racconterò sicuramente ai nipoti e a più persone possibile, visto il carico di emozioni che ho provato in quella mezza giornata.
Racconterò dell’ora trascorsa in mezzo alla giungla a bordo di uno strano pick up e dell’impressione di precipitare da un momento all’altro.
Racconterò della prima volta che ho accarezzato un cucciolo di elefante che – appena poteva – andava a nascondersi sotto la mamma.
Così come racconterò della mud spa (letteralmente “la spa del fango”, immaginate voi) insieme a questi splendidi mammiferi e del conseguente bagno nel fiume ghiacciato, che rientra a pieno titolo e senza esagerare tra le esperienze più entusiasmanti della mia vita.
E racconterò di quanto è bello uscire dalla propria zona di comfort, di sporcarsi, di accogliere l’imprevedibile perché se mi avessero detto che un giorno avrei fatto il bagno con un elefante completamente ricoperta di fango, la me che ha paura anche dei cani di media statura ed è sempre attenta a non sporcarsi non ci avrebbe mai creduto.

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12 Comments

  1. 27 settembre 2016 / 10:55

    Bellissimo Eli!! Letto tutto d’un fiato, un’esperienza da fare nella vita. Mi stai mettendo una voglia di partire per l’Asia che non ti immagini!

    • 27 settembre 2016 / 11:11

      Dileeee son proprio contenta ogni volta che leggo questi tuoi commenti <3
      Ti esorto tantissimo ad andare in Asia, ti innamorerai di sicuro:)

  2. 27 settembre 2016 / 11:59

    Ma è la stessa esperienza che ha fatto Tiziana? Oddio cosa non è quel cucciolo! *_*
    Effettivamente dovremmo informarci sempre con precisione prima di partire e prenotare certi tour/esperienze.
    E comunque il rischio di alimentare il giro di affari che c’è “sulla groppa” degli animali (è proprio il caso di dirlo) è sempre dietro l’angolo. Io ad esempio mi informai tanto prima di visitare lo zoo di Praga, leggendo diverse recensioni, articoli ecc. Veniva fuori come lo zoo perfetto e quindi sono andata tranquilla. E invece ho riscontrato cose irraccontabili! 🙁
    A presto!

    • 27 settembre 2016 / 14:18

      Da quello che ho capito, lei è stata in un parco simile a quello dove sono stata io, ma non proprio lo stesso 🙂

      Lo sai che è successa la stessa cosa a me a Valencia? Sono entrata al Bioparc solo perché mi avevano detto che era diverso dagli altri zoo, ma non mi è sembrato: ho visto animali nevrotici, stanchi, un leone che non ruggiva nemmeno 🙁

  3. 27 settembre 2016 / 13:13

    Anche stavolta mi hai fatto venire un brivido.. Oddio che esperienza strepitosa che dev’essere stata: il contatto con quei colossi, la straordinarietà di farci il bagno insieme..non posso immaginare le sensazioni.

    • 27 settembre 2016 / 14:19

      ❤️❤️❤️
      È stato bellissimo, un’emozione incredibile! Te la auguro tanto.

  4. 27 settembre 2016 / 18:51

    Che bello quel cucciolino! Elisa, se avessi saputo, mi sarebbe piaciuto essermi trovata a fare questa esperienza insieme a te. E invece è stato proprio il mio post su facebook, quando ormai avevo fatto di acqua, fango ed elefanti un tutt’uno, che ho scoperto del tuo viaggio, indietro di un sol giorno rispetto al mio.
    Ti abbraccio. Tiz

    • 27 settembre 2016 / 18:53

      Ciao Tiz!

      Già, ci siamo scoperte proprio grazie ai tour con gli elefanti e che peccato non esserci viste: eravamo negli stessi posti, a un giorno di distanza 😀

      Un abbraccio!!

  5. 27 settembre 2016 / 19:49

    Dietro al lavoro o all’esposizione di ogni animale c’è sempre un innaturale sfruttamento. E’ sempre bene informarsi prima di partire, anche se, purtroppo il coinvolgimento in escursioni o fotografie di animali selvatici è una delle attività preferite dai vacanzieri. E’ fondamentale il rispetto sempre: dal serpentello all’elefante, dal ragnetto al grande felino. Non se ne parla mai abbastanza. Grazie per averlo fatto.

    • 27 settembre 2016 / 21:21

      Sono d’accordissimo, e purtroppo non sono neanche informatissima in materia, cerco solo di fare il possibile dato che penso che per un blogger sia un dovere.

      Grazie a te per il tuo commento 🙂

  6. 30 settembre 2016 / 14:09

    Mio dio che amore che sono! Specialmente i piccoli io trovo che siano così teneri 🙂 . Non mi sono mai spinta fino alla Thailandia, ma sei mai dovessi andare il tuo post mi tornerà utile, grazie!

    • 30 settembre 2016 / 17:40

      Siii sono bellissimi 🙂
      Se andrai in Thailandia fammi sapere!

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