Il palazzo di Cnosso: perché non mi è piaciuto

Oggi ho una domanda per voi.
Durante i vostri viaggi, avete mai visitato un posto che – non solo non vi è piaciuto- non vi ha lasciato assolutamente nulla?
Vi siete mai pentiti del tempo che avete dedicato a una città, o a un monumento, una piazza o ad un’intera regione?
La mia risposta, al momento, è una e una sola: il palazzo di Cnosso a Creta.

Premetto che io sono una persona che vede tutto rosa, tutto bello, tutti buoni e bravi, soprattutto se si parla di viaggi.
Non c’è un posto che non mi abbia lasciato qualcosa o che mi sia pentita di aver visitato, perché credo che ogni giorno passato in viaggio valga la pena di essere vissuto e che ogni città meriti di essere esplorata, nonostante possa rivelarsi inferiore rispetto alle aspettative o ad altre parti del mondo. Lo credo fermamente.
E non vuol dire essere meno sincera, o affermare di aver apprezzato tutto al fine di scrivere un post pieno di entusiasmo e belle parole.
Che Los Angeles mi abbia lasciato poco e niente l’ho scritto, ma ho scritto anche che – anche sapendo com’è – tornerei comunque a visitarla. Idem su Las Vegas.
Non è essere finti, è trovare sempre il lato positivo e apprezzare ogni secondo trascorso in viaggio.
L’ho sempre trovato in ogni singolo posto, anche in quelli che non mi hanno scaldato il cuore.
Dopo aver visitato il palazzo di Cnosso, questa certezza ha cominciato a vacillare.
Non appena ho terminato la mattinata dedicata al sito archeologico, per la prima volta in vita mia, mi sono pentita di come ho trascorso quelle ore.
E adesso vi spiego il perché.

il palazzo di Cnosso

Premetto che mai mi permetterei di sconsigliare ai miei lettori di visitare un posto, mai, quindi quella che leggerete rappresenta la mia opinione, niente di assoluto.
Non nascondo che il motivo principale per cui ho deciso di visitare Creta è per le sue bellissime spiagge e, sotto questo aspetto, sono rimasta più che soddisfatta.
Non ero in cerca di rovine greche o di siti archeologici studiati a scuola, ma soltanto di mare cristallino, abbronzatura e relax.
Ho pensato molto se visitare o meno il palazzo di Cnosso, per poi decidere che – senza vederlo – la mia esperienza cretese non sarebbe stata la stessa – vista la fama del luogo – quindi ho deciso di accantonare per una giornata il mare e andare a caccia di atmosfere leggendarie.

Ecco, dimenticatevi tutto questo: il palazzo di Cnosso non ha niente di mitologico, antico, magico o suggestivo, n-i-e-n-t-e.
É un’ importantissima area archeologica sul quale è stata fatta un’imponente opera di “chirurgia plastica” non necessaria e nemmeno troppo intelligente.
E’ come se una bellissima donna avanti con l’età, decidesse di sottoporsi a interventi estetici per mostrarsi più giovane, ma finisse per risultare visibilmente rifatta e peggiorare il suo aspetto. Già, quello che è successo al palazzo di Cnosso è esattamente lo stesso!
che bisogno c’era di restaurare in maniera così massiccia un capolavoro del genere? Che bisogno c’era di “ritoccarlo” al punto da renderlo finto, e fargli perdere tutta la magia di un luogo con millenni di storia?
Ho visto molti siti archeologici molto antichi, e tutti mi hanno dato l’impressione di camminare in luoghi sacri ed eterni. Visitare il palazzo di Cnosso, invece, è stato come trovarmi su un set cinematografico, che non conserva niente delle atmosfere originarie e dove tutto è costruito ad hoc. Giuro che, mentre ero lì, non mi sono ricordata nemmeno per un secondo del mito del Minotauro e di Teseo e Arianna, e anche adesso ho fatto fatica a ricordarmi a quale racconto fosse collegato il palazzo.

il palazzo di Cnosso

 

Il fulcro del discorso è proprio quello: il mito. 
Un mito che si studia a scuola fin da quando siamo piccoli e, sfido chiunque a non aver mai provato ad immaginarsi in quel misterioso palazzo a scappare dal Minotauro e seguire un filo che ti porta verso la salvezza. Forse sono io che ho una fantasia esagerata e – di conseguenza – aspettative molto alte, ma credo che la delusione più grande è stata proprio quella di non riuscire nemmeno a percepire un briciolo di magia legata a quei racconti tanto affascinanti.

Come dicevo all’inizio, questo post non vuole essere un “non andate a visitare il palazzo di Cnosso!”. Ogni viaggiatore ha interessi, percezioni ed emozioni diverse da quelli di un altro e non sarebbe giusto non visitare un sito archeologico di importanza storica solo perché vi è stato consigliato da un blogger. Posso solo consigliarvi di non partire verso Cnosso con aspettative troppo alte perché, probabilmente, verrebbero deluse.
Ho letto in giro, inoltre, che il sito di Festo è molto meglio e conservato in maniera più autentica, quindi forse, vi converrebbe visitare questo, anche se meno conosciuto.

 

Due informazioni pratiche prima di chiudere:

 Il biglietto di ingresso costa 10€ e comprende anche la visita al museo archeologico di Heraklion, poco distante. Per gli studenti è gratis
A qualche centinaio di metri dal sito archeologico, troverete un parcheggio. Non mi ricordo i prezzi, ma non erano alti.
Pranzate al ristorante vicino al parcheggio: è molto buono e per niente caro. Assaggiate il dakos

15 Comments

  1. 14 luglio 2016 / 18:27

    Si a noi è successo più di una volta nell’ultimo anno. E con intere città!
    Ma anche questo fa parte dell’esplorare e dello scoprire nuovi posti… Pur amando immensamente viaggiare sono fermamente convinta che non tutto ci può piacere, non tutto può essere bello o non capiremmo cosa è “brutto”!

    Sicuramente non mi piace molto l’idea che gran parte di questo sito archeologico sia stato ricostruito e che sia artefatto.

    Quando si tratta di queste cose preferisco vedere dei ruderi ma che siano reali piuttosto che qualcosa di finto!
    In ogni caso un bel post chiaro e leale, come te!
    Un bacione 😉

    • 14 luglio 2016 / 18:45

      Grazie ragazzi!
      Il punto è proprio quello: l’eccessiva ricostruzione ha eliminato tutta la magia che un luogo come quello poteva trasmettere, e per me non ha senso. Allora preferisco delle rovine che peró trasmettano il vero senso di un posto, o una ricostruzione non invasiva che lo snaturi.

      E comunque sì: non si puo’ amare tutto allo stesso modo, a volte c’è bisogno anche di rimanere delusi, per compensare le volte in cui si rimane stupefatti 🙂

      Un bacione a voi! 🙂

  2. 14 luglio 2016 / 19:24

    Io ho provato una sensazione simile a quella che descrivi tu solo qualche settimana fa a Courmayeur, che ho descritto paragonandola a Moira Orfei in un post. Quindi capisco benissimo la delusione che si prova quando ci si aspetta molto da un posto, ma poi ci si ritrova davanti a qualcosa di finto o di artefatti.
    Spero che il resto della vacanza ti sia piaciuto!

    • 14 luglio 2016 / 23:35

      Ciao Silvia!

      Io Creta l’ho adorata, è una terra bellissima, gente cordiale e mare meraviglioso. È stato il problema di trovarmi davanti a un luogo che poteva essere suggestivo e trovarmi davanti a qualcosa di totalmente ricostruito e finto.

      A Courmayeur non sono stata ma non sei la prima che lo dice!

      Un bacio 🙂

  3. 15 luglio 2016 / 7:25

    Io sono esattamente come te: credo che non mi sia mai capitato di pentirmi di aver visitato o di essere stata in un qualsiasi luogo. Anche a quelli che mi hanno un po’ deluso (che comunque sono forse uno o due) darei una seconda possibilità senza alcun problema. Per cui ti capisco benissimo!
    Avevo letto da qualche parte questa cosa che il Palazzo di Cnosso era stato ritoccato un po’ troppo pesantemente, ed è un vero peccato. Bisognerebbe andare a ricercare i motivi di fondo di questa particolare scelta, ma di sicuro, come dici te, la magia l’hanno totalmente abolita! Peccato 🙁

    • 15 luglio 2016 / 11:07

      Si, anche io alla fine non mi son proprio pentita di averlo visitato. Nel senso, meglio vedere un posto e restare delusi che non farlo del tutto. Peró insomma, un po’ mi ha rovinato la giornata tutta quella finzione!

  4. 15 luglio 2016 / 9:49

    Noooo il Palazzo di Cnosso è un mito, cioè veramente, mentre sei a scuola immagini grandi fughe con alle calcagna il minotauro…la mitologia… Che peccato…purtroppo, ultimamente si sta sviluppando la tendenza a rendere tutto “finto” tutto “perfetto” tutto da film..e secondo il mio personale gusto, tutto questo è: Una cagata pazzesca! Anche io, come te, non sono mai rimasta delusa fino in fondo da un luogo, anche nella fintissima Las Vegas, alla fine c’ho trovato un suo perchè… ma Cnosso noooo

    • 15 luglio 2016 / 11:04

      Anche io ero felice di visitarlo perché speravo di immergermi in atmosfere mitiche e suggestive, e invece nulla! Tutto finto, il set di un film -.-

  5. 16 luglio 2016 / 11:41

    Questo post mi ha incuriosita visto che quando sono andata a Creta ci sono rimasta per pochissimo tempo e non visitare Cnosso mi è dispiaciuto tanto. A me è capitato varie volte di rimanere delusa da un posto, ma credo che ci siano tantissime variabili che influiscono (umore, condizioni metereologiche, compagni di viaggio): l’importante è essere onesti con se stessi e non celebrare sempre tutto. Bel post 😉 bacio

    • 16 luglio 2016 / 11:44

      Eliii..Che bello leggere un tuo commento 🙂

      Ovviamente se quel giorno a Cnosso fosse stato meno caldo, forse avrei potuto godermelo di più. Peró è stata proprio la sensazione di non essere in un luogo che rispecchia le tue inclinazioni. Preferisco posti meno scenografici e più naturali 🙂

  6. 22 luglio 2016 / 22:29

    Una voce fuori da coro mi fa sempre piacere leggerla..
    Interessante la tua critica ben argomentata.
    Io mi sentirei tranquillamente inseguita dal Minotauro.
    🙂

    • 22 luglio 2016 / 22:31

      era quello che speravo anche io: perdermi in rievocazioni mitologiche e mitiche, ma purtroppo non ho visto niente di questo.
      Ed è strano perché generalmente mi innamoro di quasi ogni luogo che visito 🙂

      • 22 luglio 2016 / 22:43

        Riuscire a farsi una propria opinione senza seguire il gregge, con tutto il rispetto delle pecore, è sintomo di una libertà di pensiero più unica che rara.
        Poi ti racconterò cosa , io ed un mio collega fiorentino che lavora in Rai, ci dicemmo sugli Uffizi.
        E come lui li definì…un giudizio “tranchant”…

        • 23 luglio 2016 / 6:23

          È giusto infatti che ognuno segua solo le sue sensazioni senza pregiudizi o pressioni da parte dell’opinione comune, è giusto così per fortuna.

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