La Rocchetta Mattei: estro e magia in Emilia

Vista da fuori, la Rocchetta Mattei sembrerebbe la residenza di un sultano.
Non appena si varca l’ingresso, invece, la sensazione è quella di entrare nella casa di uno stregone.
Basta poco per capire, infatti, che siamo davanti a un luogo totalmente folle e fuori da ogni logica.

Un castello dove coabitano arpie, gnomi e ippogrifi, e dove coesistono stili architettonici tra i più disparati.
E così abbiamo una struttura dall’aspetto moresco, stanze in stile liberty, decorazioni orientali, mosaici medievali, piastrelle andaluse, arazzi, stanze dalle forme irregolari e chi più ne ha più ne metta.
La cosa più folle della Rocchetta Mattei? Niente è davvero quel che sembra.

La Rocchetta Mattei vista da fuori

La Rocchetta Mattei: ingresso

Perché niente è come sembra?
Perché gli arazzi sono in realtà semplici dipinti, i mosaici sono affeschi.
Le docorazioni del soffitto sembrerebbero realizzati in legno, ma sono fatti in cartapesta.
Gli archi bianchi e neri in stile moresco, sembrerebbero decorati su pietra, ma la base è di legno.
Il Mattei credeva nel riciclo e nell’utilizzo di materiali poveri finalizzati alla realizzazione di grandi opere.

La parte più incredibile dell’intera Rocchetta è il Giardino dei Leoni, una perfetta riproduzione del cortile dell’Alhambra di Granada, con tanto di maioliche provenienti da Siviglia. Anche la cappella, con i suoi meravigliosi archi, ricorda tantissimo lo stile degli edifici andalusi. Dopo la visita alla Rochetta Mattei, ho ancora più voglia di realizzare uno dei traveldreams del 2017 e andare in Andalusia.

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La Rocchetta Mattei: cortile

La Rocchetta Mattei: cortile

Rocchetta Mattei: cortile

La Rocchetta Mattei: maioliche di Siviglia

La Rocchetta Mattei: cappella

La Rocchetta Mattei: cappella

La Rocchetta Mattei: un po’ storia

La Rocchetta Mattei prende nome dal conte Cesare Mattei (1809-1896), letterato, politico e medico autodidatta.
Nel 1850 sua madre muore di cancro, evento che lo scuote profondamente e che lo porta a ripudiare in toto la medicina tradizionale. Sposa quindi la teorie sulla medicina omeopatica di Hahnemann, per finire per elaborare una nuova, personale, teoria medica conosciuta come Elettromeopatia.

Perché vi racconto questo? Semplicemente, la Rocchetta Mattei è stata pensata come una sorta di laboratorio dove i pazienti avrebbero ricevuto (in modo totalmente gratuito) le cure dell’estroso conte. Nel 1859 il conte si trasferisce definitivamente alla Rocchetta e ne dirige i lavori, mostrando il suo spirito estroso e assolutamente fuori dalle righe. Tra il 1860 e il 1880 l’Elettromeopatia acquisisce fama mondiale, diventando una delle case di cura più ambite d’Europa. Si dice che addirittura la principessa Sissi sia stata in cura dal Mattei.
Alla sua morte, gli eredi mandano avanti per qualche tempo il laboratorio e, soprattutto, continuano i lavori della Rocchetta, che rimarrà chiusa fino all’agosto del 2015.

Quando vi dico che il conte Mattei era totalmente folle, non sto esagerando, e non mi riferisco soltanto alla predilezione per stili architettonici differenti.
Innanzitutto, non credeva nella monogamia: non ha mai preso moglie, ma aveva diverse “fidanzate”, con le quali si intratteneva a seconda del giorno della settimana. Non ha mai riconosciuto nemmeno il figlio illegittimo.
Soffriva di notevoli manie di persecuzione, ha allontanato la nuora con il sospetto che lei volesse avvelenarlo, soltanto perché gli aveva servito un caffé diverso da quello degli altri commensali. Addirittura, fece costruire un ponte levatoio per isolare completamente la sua camera da letto.
Curava pro bono i suoi pazienti, ma non era esattamente tutto molto semplice per loro: l’ambulatorio si trovava al piano più alto della struttura e riteneva meritevole delle sue cure soltanto coloro che riuscivano a raggiungerlo con le proprie forze.
Infine, per il compimento dei suoi 90 anni aveva in mente una grande festa, alla quale voleva invitare altri novanta 90enni: anche se è morto tre anni prima, ha fatto costruire per l’occasione la Sala dei Novanta.

La Rocchetta Mattei: "mosaico" del Mattei

La Rocchetta Mattei: tomba

La Rocchetta Mattei: dettagli

La Rocchetta Mattei: "mosaici"

La Rocchetta Mattei: come arrivare e informazioni utili

La Rocchetta Mattei si trova a Grizzana Morandi, a un’ora da Bologna o Pistoia.
La struttura è visitabile soltanto di sabato e domenica, con orario continuato 10-15 e vi consiglio vivamente di prenotare sul loro sito in modo da essere sicuri di trovare posto. Per visitare la Rocchetta, infatti, dovrete necessariamente prendere parte a una visita guidata di un’ora e un quarto circa.
Il biglietto di ingresso costa 10€ (5€ per i bambini) e la prima domenica del mese la visita è gratuita.
Infine, la guida che mi ha accompagnata, Michela, è davvero molto simpatica, appassionata e coinvolgente.

La Rocchetta Mattei: cappella

 

7 Comments

  1. 26 gennaio 2017 / 14:23

    Un angolo di Andalusia a pochi chilometri da casa è veramente un sogno! Io mi sono letteralmente innamorata di questo luogo; per fortuna la Rocchetta sembra avere avuto una sorte migliore rispetto a quella di suo cugino Castello di Sammezzano. Hai fatto benissimo a promuoverlo perchè sono in pochi a conoscerne l’esistenza. Ma il Mattei, ma che pazzo scatenato che era? Idolo!

    • 26 gennaio 2017 / 19:12

      Ahahahah fuori come un terrazzo, la cosa migliore era il ponte levatoio

      Grazie Marghe, credo sia importante promuovere anche il proprio territorio, e visitarlo con lo stesso amore che abbiamo per i posti lontani.

      • 26 gennaio 2017 / 19:19

        Muhuhuhu mattei uno di noi! Si..e poi con un territorio come il nostro, non c’è nemmeno da sforzarsi troppo

        • 26 gennaio 2017 / 19:20

          Si appunto, é tutto bellissimo, voglio scoprirlo il più possibile!

          Quando andró a vivere in una casa tutta mia, vorró anche io il ponte levatoio

  2. 26 gennaio 2017 / 19:04

    Che posto insolito e bellissimo! L’Italia è piena di personaggi eclettici come conti e marchesi che hanno trasferito le loro follie sulle proprie dimore. Per fortuna sono aperte al pubblico e visitabili, sarebbe un delitto non poterle ammirare!
    Su una cosa il baffetto Mattei aveva ragione: bisogna avere SEMPRE paura delle nuore! 😀 😀
    Ciao Elisa!

    • 26 gennaio 2017 / 19:10

      Ahahaha, giusto!

      Se ci pensi, fino ad agosto 2015 la Rocchetta non era visitabile, un vero peccato. E lo stesso peccato é per Sammezzano, un posto che sogno da una vita.

      Grazie di essere passata! 🙂

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