California: i National Parks

Per quanto la mia conoscenza del mondo sia abbastanza limitata, affermo senza problemi che la California è uno dei posti più belli del nostro pianeta.
Perché? Ha tutto, ed è tutto meraviglioso. Città celeberrime e fantastiche come Los Angeles e San Francisco, scenari da film, un tratto della Route 66, mare, montagne, deserti e la costa attraversata da una delle strade più belle del mondo.
Di città, mare e strade panoramiche vi ho già parlato nei post precedenti; non mi resta altro che raccontarvi dei parchi nazionali più famosi del Golden State. Ve ne parlerò nell’ordine con cui io e Matteo li abbiamo visitati lo scorso maggio, dandovi anche dritte e consigli.

 Yosemite National Park

E’ stato il nostro primo parco americano, per di più visitato in una giornata di pioggia. Offre panorami meravigliosi: è stata la prima volta in vita mia in cui mi sono sentita completamente in pace con la natura. E’ molto frequentato, ma silenzioso e organizzato in modo impeccabile. Infatti, a partire dal Visitor Center – dove potrete lasciare gratuitamente la vostra auto – passano navette che vi porteranno in ogni punto di interesse del parco; in alternativa potrete spostarvi con la macchina: noi abbiamo scelto questa opzione a causa della pioggia. E’ un parco perfettamente adatto a chi è allenato ed ama il trekking: offre percorsi per tutti, da quelli facili a quelli più impegnativi.

Tra i punti di interesse, sicuramente El Capitan è il più celebre: si tratta del monolite più alto del mondo.  Poco distanti, troverete le Yosemite Falls: sono due, la Lower e la Upper. Per la prima, il percorso è estremamente agevole, mentre per la Upper – che noi non abbiamo visto – è richiesta un minimo di pratica. E’ frequente vedere gli animali che abitano il parco, come orsi, scoiattoli e cerbiatti. Infine, non perdetevi il panorama che offre la Yosemite Valley, uscendo dal parco in direzione di Fresno. Nella stagione adatta, percorrete la Tioga Road che dice offra scenari splendidi: la strada è chiusa fino ad aprile, ma tenete in considerazione che dipende molto dal clima. Noi a maggio l’abbiamo trovata chiusa,

California: Yosemite Falls

California: Yosemite Valley

 Sequoia National Park

Volendo, le sequoie giganti ci sono anche a Yosemite, nei pressi di Mariposa Groove. E’ questo il motivo per cui molti visitatori scelgono di bypassare il Sequoia.
Noi abbiamo evitato questa scelta perché non volevamo vedere le sequoie giganti, ma LA sequoia gigante, il Generale Sherman, che si trova appunto nel parco nazionale di Sequoia. Per arrivare, vi ci vorranno circa due ore da Yosemite e vi consiglio una sosta allo Squaw Valley Visitor Center, una cittadina minuscola rimasta indietro di decenni, in cui si respira un’atmosfera assolutamente unica.
Purtroppo, sul Sequoia non posso dirvi molto perché – nonostante fosse maggio – la primavera ha tardato ad arrivare, e abbiamo trovato la neve, vedendoci costretti a limitare la nostra visita al General Sherman Tree Trail: il percorso (se non fosse per i venti centimetri di neve che abbiamo trovato) è facile e rapido, poco distante dalla strada principale del parco. L’albero più alto del mondo è incredibilmente maestoso: se c’è un po’ di nebbia non se ne vede la fine! Ora capite perché proprio la California abbia inventato l’usanza di abbracciare gli alberi?

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Death Valley National Park

Il nome la dice lunga e non è assolutamente un’esagerazione all’americana.  L’hanno chiamata Valle della Morte proprio perchè non c’era un modo migliore per esprimere ed anticipare cosa troverete una volta entrati dentro Furnace Creek (altro nome che ha un senso). Se venite dalla California, la raggiungerete percorrendo la US395, una delle strade più belle che io abbia mai visto: è lunghissima, completamente in mezzo al niente, fatta di saliscendi da fare invidia a San Francisco, ma splendida.

California: US395

US 395

 

Vi consiglio caldamente di fare benzina non appena potete, dato che non troverete un distributore per chilometri e chilometri. Nella valle ce ne sono tre, ma verrete salassati: l’ottimo, quindi, sarebbe quello di partire con la macchina piena, in modo da stare tranquilli.

Visitare la Death Valley cambia per sempre la definizione che una persona ha di ‘in mezzo al nulla’: sono chilometri e chilometri in cui non si vede niente, i rumori si limitano a quelli delle auto di altri viaggiatori con la stessa – malsana – idea, e l’unica cosa che si ha davanti è la strada. Se scendere di macchina per fotografare l’insegna del parco era stato come entrare in un forno acceso, arrivare a Furnace Creek è l’equivalente di una fermata direttamente a casa di Satana. E vi ricordo che noi ci siamo stati a metà maggio: non oso immaginare chi la visita di luglio o agosto. Non si respira, l’acqua – nonostante l’abbondante ghiaccio nel frigobox – si fa subito the caldo; fortunatamente, abbiamo l’occasione di riprenderci andando al negozio di souvenir e al buon ristorante della piccola città infernale.

California: Mesquite Flat Dunes. Death Valley

Partirete dalle Mesquite Flat Sand Dunes: morbide e alte dune di sabbia, che ricordano molto quelle che ho visto a Gran Canaria. Dopodiché, vi troverete a passare in mezzo a montagnole color mostarda (Mustard Canyon) e distese di sale cristallizzato (Devil’s Golf Course). Tra i punti più celebri, ci sono Artist’s Drive, loop in cui la roccia assume vari colori come l’azzurrino o il rosa: è stata la parte che più mi ha delusa. Sarà che sono estremamente romantica ed ingenua ma mi immaginavo più colori, invece l’effetto è piuttosto naturale.

Di contro, ho adorato Badwater Basins e Zabriskie Point. Il primo rappresenta il punto più basso degli stati uniti: camminerete su un lungo pontile di legno in mezzo..al niente. Per quanto mi riguarda, mai il nulla è stato più affascinante. Anche Zabriskie Point è meraviglioso: è sopraelevato ed offre una visione totale della valle. A me ha ricordato tantissimo la scena del Re Leone, quando Mufasa indica a Simba tutto quello che un giorno sarà suo: ecco, la Death Valley è la zona d’ombra, pericolosa e da evitare.

California: Badwater Basin, Death Valley

Badwater Basin

Noi abbiamo trovato la Death Valley estremamente facile da visitare, condizioni climatiche a parte. Ci sono 7-8 punti panoramici, ben segnalati e non troppo lontani tra di loro.
Noi ce l’abbiamo fatta tranquillamente in una giornata, abbiamo perso soltanto Dante’s View, ma contate che – almeno in primavera – appena dopo il tramonto il cielo diventa nero e non ce la siamo sentita di “abbandonare” Zabriskie Point prima del tramonto dato che era da togliere il fiato.

California: Zabriskie Point, Death Valley

Zabriskie Point

La California non è soltanto città scintillanti e una costa da togliere il fiato, è anche natura allo stato puro; è trovare la meraviglia nella semplicità, perfino nel niente.

Non vi ho detto una cosa fondamentale: tutti e tre i parchi sopracitati appartengono al circuito del National Park Service: si visitano acquistando l’Annual Pass. Costa 80$ a veicoli e vi permette di visitare – per un anno – tutti i parchi nazionali americani. Oltre ad essere molto comodo e a permettervi di risparmiare, è un ricordo bellissimo da custodire: io, la mia tessera la tengo ancora gelosamente nel portafogli.

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