#PeopleInAShot: persone che fanno i viaggi

Ci sono tanti motivi che mi spingono ad amare il viaggio più di ogni altra cosa.
La ricerca continua della bellezza, il raggiungere luoghi che sono autentici miracoli.
Il senso di libertà degli on the road, le acque turchesi che ti fanno sentire in paradiso.
O i colori che sembrano finti, i luoghi che ti portano a riflettere.
E le persone.

Persone completamente diverse da quelle con cui sono abituata ad interagire, immerse nelle loro abitudini e culture: rituali, abiti tradizionali, religioni, modi di intendere la vita e il lavoro.
Si parte sempre alla ricerca dei monumenti, dei capolavori della natura e dell’uomo, degli scenari da cartolina, dei luoghi che ci fanno sentire fieri di appartenere alla razza umana e – se tutto va bene – si trovano le persone.
E’ successo questo qualche mese fa, durante il mio primo viaggio in Asia.
Ho visto tante scene da immortalare, in quelle tre settimane, scene che potrebbero sembrare insignificanti, rispetto alla bellezza dei luoghi che ho visto in Thailandia e Cambogia.

Poi ho ripensato alla bella idea di Emanuele, di RecYourTrip e ho deciso che volevo mostrarvi anche le mie foto.

#PeopleInAShot: Chiang Mai

#PeopleInAShot: Chiang Mai

#PeopleInAShot: Wat Arun

#PeopleInAShot: Chiang Rai

#PeopleInAShot: Koh Samui

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I bambini dei paesi asiatici forse sono lo spettacolo più bello ed emozionante.
Sono così genuini, sembrano più piccoli dei nostri, e probabilmente più autentici e felici.
Ricordo ancora la bimba che si è messa davanti all’obiettivo, mentre scattavo foto al Wat Arun.
O i ragazzini che hanno cominciato a scattarmi foto a Chiang Rai, probabilmente perché non avevano mai incontrato una ragazza dai capelli rossi.
O, ancora, il bambino dolcissimo con cui ho giocato a Koh Samui.
E, in generale, tutti i bambini thailandesi e cambogiani che giocano con niente, ignari di cosa siano uno smartphone o una Play Station.

E poi ci sono i monaci, che sono ipnotici e ti farebbero venire voglia di fotografarli per tutto il giorno.
Saranno i colori delle loro tonache, o il fatto che rendono sacro ogni gesto, anche se hanno un Iphone in mano.

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E non potevo non mettere alcune delle foto scattate nei villaggi sul Tonle Sap, in Cambogia, dov ogni scena vista sembrava degna di essere fotografata.
Ho così tante foto di quelle ore trascorse nei loro villaggi galleggianti, che potrei farne almeno tre post fotografici e non aver finito.

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E voi, durante i vostri viaggi, scattate foto alle persone?
Dove avete immortalato le scene più belle?

 

 

 

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13 Comments

  1. 9 novembre 2016 / 10:42

    Bellissimi scatti, Eli! Condivido il tuo pensiero: le persone rendono speciali i viaggi. I miei ricordi più intensi sono legati a persone che incontrato e che hanno segnato il mio percorso con una parola, un sorriso, un regalo. Ti abbraccio ❤

    • 9 novembre 2016 / 10:46

      Grazie Eli❤️
      Un abbraccione a te!

  2. 9 novembre 2016 / 11:03

    È proprio vero che le persone sanno rendere speciali i nostri viaggi, come e a volte di più dei monumenti e delle attrazioni! Io non fotografo quasi mai le persone, mi sembra un’intrusione e non riesco mai a fotografare serenamente. A volte però capita, e quando riguardo la fotografia mi sembra che queste persone mi parlino, in qualche modo! Le tue foto comunque sono davvero molto belle 🙂

    • 9 novembre 2016 / 11:18

      Io non riesco a non fotografarle, anche se l’Asia mi ha messo a dura prova dato che – quando le persone si accorgevano di essere fotografate – si mettevano in posa 😀

      Grazie comunque 🙂

      • 9 novembre 2016 / 20:52

        Davvero si mettevano in posa? E pensa che io avrei detto il contrario: mi immaginavo persone timide e forse anche un po’ sospettose.
        Bellissime foto!

  3. 9 novembre 2016 / 21:39

    Che colori che hai catturato! *_* Io invece credevo che ci volessero ore ed ore di trattative e richieste di permessi in ginocchio per fotografare bambini e local in generale.
    Ci sono sempre andata cauta in questi casi avendo paura di cazziatoni in lingue incomprensibili.
    Invece loro sono felici e si mettono pure in posa! Buono a sapersi! 😉
    Il monaco tibetano con l’iphone non si può sentire hahaha mi è crollato un mito!

    • 10 novembre 2016 / 6:26

      I primi giorni anche io temevo parti di merda, e stavo sempre attenta a non farmi vedere; invece poi ho capito che a loro faceva piacere e, anzi, si mettevano in posa, erano adorabili!

      Su Instagram avevo pubblicato la foto di due local che chiacchieravano alla Jim Thompson House: erano bellissime, ma la foto era storta e sfocata (fatta col cell). Appena ho preso la macchina fotografica si son messe in posa 😀

      Il monaco con l’iphone non sono riuscita ad immortalarlo, peccato!

  4. 9 novembre 2016 / 22:28

    Bellissimi scatti Eli! Io sono sempre molto insicura quando voglio fotografare una persona, mi sembra di fare un torto o di “rubare” qualcosa di privato… non so 🙂 ma dovrei lasciarmi un po’ più andare – o magari anche chiedere – perché questi scatti sono i più veri. Brava brava, bel post (come sempre 🙂 )

    • 10 novembre 2016 / 6:27

      Grazie Dile ❤️

      Forse dipende dai paesi, peró io non mi son mai presa un cazziatone o roba del genere, anzi quando si accorgevano che lo stavo fotografando erano contenti 😀

      • 14 novembre 2016 / 9:35

        Dai bello 🙂 cercherò di lasciarmi più andare anche io, è che a volte mi immagino la cosa al contrario (ovvero se fotografassero me) e credo mi infastidirebbe, quindi forse anche per questo sono un po’ frenata!

  5. 14 novembre 2016 / 15:16

    Egocentrica come sono, a me piacerebbe
    Ma sì, poi lì le persone mi sembravano tutte così fotogeniche che non riuscivo a farne a meno 😀

  6. 7 dicembre 2016 / 14:12

    Cosa sarebbero i viaggi senza le persone che incontriamo lungo il cammino? Senza la curiosità, pura, dei bambini o i sorrisi degli anziani, sarebbe la stessa cosa? Per come la vedo io, assolutamente no! Complimenti per le foto, davvero bellissime.

    • 7 dicembre 2016 / 18:09

      Hai perfetramente ragione, sono la parte più bella 🙂
      Grazie Marghe!

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