Tre giorni a Bangkok: impressioni e suggerimenti

Su Bangkok erano stati tutti molto chiari.
“O la amerai alla follia, o la odierai con tutta te stessa”.
Non ho mai sentito un’opinione neutra, una via di mezzo, qualcuno che avesse un’idea di Bangkok nè esageratamente entusiasta nè esageratamente delusa.
Ed ero terribilmente spaventata, perché in genere riesco a farmi un’idea prima di partire sui posti che sto per visitare.
Riesco a immaginare se, bene o male, una città sarà in linea con i miei gusti oppure no.
In questo caso, avrei passato tre giorni a Bangkok e – prima di arrivare nella capitale thailandese – non mi ero ancora fatta un’idea.
Gli aspetti positivi celebrati da quasi tutti mi affascinavano ma, allo stesso modo, le caratteristiche negative mi facevano storcere il naso.
Il mio arrivo a Bangkok è stato un salto nel vuoto.

Tre giorni a Bangkok: Lumphini Park

Ve la posso dire una cosa?
Non ho odiato Bangkok, nemmeno un pochino, nemmeno quando la prima persona con cui ho parlato stava già cercando di truffarmi.
E non ero ancora uscita dall’aeroporto.
Non ho odiato nemmeno la sua confusione, o il suo traffico infernale, il suo caldo che non ti lascia mai in pace o la sua puzza quasi onnipresente.
Mi è piaciuta da morire, Bangkok, molto più di quanto mi sarei mai immaginata prima di vederla e camminare per le sue vie.
I templi bellissimi, alcuni angoli di pace assoluta, la spirituralità che si respira nei suoi tanti altarini sparsi per le strade della città.
Però, non posso dire nemmeno di averla amata alla follia.
E’ come quando uscite con qualcuno che vi piace un sacco, che vi coinvolge nonostante i suoi difetti, con cui state benissimo.
Ma che non vi fa venire voglia di chiamarlo 5 minuti dopo averlo salutato.
Sono riuscita a spiegare la sensazione?

Nelle righe seguenti vi racconterò i miei tre giorni a Bangkok, servendomi della solita mappa per mostrarvi meglio ogni zona della città.

Tre giorni a Bangkok: cosa vedere

Il Wat Tramit è stato il primo tempio visitato durante i miei tre giorni a Bangkok, il mio primo incontro con la città, ed è stato subito amore.
E’ molto meno turistico rispetto agli altri templi e vanta al suo interno la più grande statua del Buddha realizzata in oro massiccio.
Ho un ricordo speciale di questo posto, dei suoi odori, dei thailandesi che pregano e porgono offerte, dei fedeli che ricevono la benedizione dal monaco dalla tonaca color zafferano e la testa rasata, della scalinata per arrivare al punto nevralgico, dei campanellini che dondolano appena si alza il vento.

Molto più frequentato e conosciuto è invece il Wat Pho, che ospita l’enorme Buddha sdraiato, all’interno di una stanzetta fin troppo piccola per contenerlo.
Avevo visto centinaia di foto del reclining Buddha, ma – fino a che non lo si vede dal vivo – non si riesce a capire quanto bella e maestosa sia quella statua: la posizione distesa, la rassicurante espressione sul volto, per non parlare dei giganteschi piedi in madreperla, decorati con i 108 segni di buon auspicio del buddhismo.
A parte la celebre statua, il complesso del Wat Pho è bellissimo, con le sue pagode super-dettagliate e colorate.

A compensare le dimensioni del Buddha sdraiato del Wat Pho, sono quelle minuscole del Buddha di smeraldo, contenuto all’interno del Wat Phra Kaeo.
E’ piccolissimo, si vede a malapena e non si puo’ nemmeno fotografare (i controlli sono severissimi!), però merita di essere visto.
Se siete fortunati, sarete mandati via dal tempio per far entrare i monaci al momento delle preghiere.

Imperdibile è – ovviamente – anche il Gran Palazzo Reale, nello stesso complesso del Wat Phra Kaeo.
Non ho mai visto, in vita mia, una cura dei dettagli così maniacale: è un trionfo di pietre scintillanti e colori accesi e, ovunque ci si giri, c’è qualcosa di meraviglioso da ammirare, statue, templi, tempietti, colonne, altari dove i locali porgono offerte con incensi e fiori

.Tre giorni a Bangkok: Wat Traimit

Tre giorni a Bangkok: Wat Pho

Tre giorni a Bangkok: Wat Pho

Tre giorni a Bangkok: Wat Pho

Tre giorni a Bangkok: Wat Phra Kaeo

Tre giorni a Bangkok: Palazzo Reale

Tre giorni a Bangkok: Palazzo Reale

Un tempio meraviglioso, un po’ fuori dale attrazioni principali, è il Wat Saket, o Tempio della Montagna Dorata.
E’ sopraelevato e vi regalerà una bellissima vista a 360° su Bangkok, e si raggiunge tramite una lunga scalinata panoramica circondati dal verde e dal suono delle enormi campane, che non ho visto in nessun altro tempio della città.
La spiritualità a Bangkok per me è sinonimo di Wat Saket, così come l’autenticità, la pace.
Poco lontano dal Wat Saket, troverete Wat Suthat e la Giant Swing (altalena), ancora più immersi nella calma, visti i pochi turisti presenti.
E’ stato qui che, per la prima e unica volta, mentre facevo un mini video su Snapchat, un monaco mi ha fermata ed abbiamo iniziato a parlare.

Nonostante tutto, il mio tempio preferito di Bangkok è stato il Wat Arun.
Dico “nonostante tutto” perché questo tempio era la parte della città degli angeli che ero più curiosa di vedere.
Sarà stato giugno quando ho scoperto che il Wat Arun era in ristrutturazione e che, al mio arrivo, i lavori non sarebbero stati terminati: mi immaginavo già, al tramonto su una long tail boat ad ammirare il tempio dell’alba, e poi aspettare il buio per vederlo illuminato.
E invece niente di tutto questo, ma è stato il mio preferito comunque.
E’ affacciato sul Chao Phraya ed è forse questo l’aspetto che lo rende romantico, suggestivo e nostalgico, a differenza degli altri templi.
Come vi starete immaginando, durante i miei tre giorni a Bangkok non so nemmeno io quante volte ho detto “wow”.

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Tre giorni a Bangkok: Wat Saket

Tre giorni a Bangkok: Wat Suthat

Tre giorni a Bangkok: Wat Suthat

Tre giorni a Bangkok: Wat Arun

Tre giorni a Bangkok: Wat Arun

Bangkok è i suoi templi, tantissimi, bellissimi, alcuni simili tra loro, altri molto diversi.
E’ i suoi Buddha di tutti i materiali e le dimensioni, è i suoi altarini, i suoi abitanti che vivono la religione in modo così diverso dal nostro.
Bangkok è togliersi le scarpe per entrare in un luogo sacro, osservare i monaci che danno lezioni ai bambini in divisa.
Ma non è solamente questo.
Bangkok è anche e soprattutto le sue contraddizioni, così esasperate da rendere Bangkok stessa una contraddizione vivente.
E’ il suo caos, il traffico che ignora ogni regola, l’odore nauseante del durian che perseguita i sensi, le bancarelle di street-food.
Bangkok è la Khao San Road che brulica di vita ad ogni ora del giorno.
E la confusione allucinante di Chinatown, il mio primo trauma in terra asiatica.
E – quando meno te lo aspetti – Bangkok regala angoli di tranquillità, dove quasi ci si dimentica di cosa sia la confusione.

Mi riferisco al Lumphini Park e alla Jim Thompson House.
Lumphini Park è un parco che io consiglierei a tutti, anche soltanto per prendere una boccata d’aria da Bangkok.
Si incontrano i local fare jogging o una semplice passeggiata, e anche dei varani intenti ad abbeverarsi nel laghetto.
Sì, dei varani, l’unico elemento che potrebbe disturbare la vostra quiete.

La casa di Jim Thompson è un altro luogo che infonde serenità, è bellezza pura, fiori di loto e colori caldi e meravigliosi.
Forse il posto più bello visitato nei miei tre giorni a Bangkok.
Era l’abitazione di un magnate della seta americano (Jim Thompson, appunto) che si è traferito a Bangkok negli anni Cinquanta, realizzata completamente in teak e con un’impressionante cura per i dettagli. Dopo la scomparsa dell’uomo, la casa è stata convertita in un museo, visitabile soltanto prendendo parte a un tour guidato di circa un’oretta.

Tre giorni a Bangkok: Chinatown

Tre giorni a Bangkok: Khao San Road

Tre giorni a Bangkok: Lumphini Park

Tre giorni a Bangkok: Lumphini Park

Tre giorni a Bangkok: Jim Thompson House

Per muoversi a Bangkok, nel post in cui ho fornito informazioni generali sulla Thailandia e la Cambogia, vi avevo consigliato di usare il taxi: è molto economico, troverete l’aria condizionata e – nonostante il traffico – riuscirete a raggiungere le attrazioni principali in tempi rapidi. Tre giorni a Bangkok non sono tantissimi per visitare la città, quindi un taxi è un buon modo per risparmiare tempo.
Per raggiungere il Wat Arun, il Wat Pho e il complesso del Gran Palazzo Reale potrete prendere una delle long tail boat: eviterete il traffico della capitale e darete alla vostra esperienza un tocco ancora più suggestivo.

 

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4 Comments

  1. 22 settembre 2016 / 18:00

    Non potevi descrivere meglio Bangkok. Sei riuscita a farmela vedere, sentire…
    Strano, non credi? Bangkok è talmente la coesistenza di contrasti che non so se stupirmi o meno del fatto che non si riesca a trovare un’opinione neutra su di lei. Però la tua credo che lo sia. Non è così entusiasmante da desiderarla ancora eppure la ami, Il tuo parere è anche il mio. Voglio dire, Bangkok non è Londra, dove tornerei cento volte. Eppure… eppure tornando a casa, ho sentito la sua mancanza.
    Aspetto con ansia di leggere il resto. Ciao Elisa!

    • 22 settembre 2016 / 18:31

      Io sono tornata a Londra 3 volte, nonostante non sia tra le mie città preferite. Semplicemente, è una città che ti spinge a volerne ancora, e ancora.
      Tornerei a Bangkok perché credo abbia ancora qualcosa da dirmi, peró non so, altre città mi hanno regalato qualcosa in più. Quando ho lasciato Chiang Mai avevo il magone, per non parlare di Siem Reap; con Bangkok questo non è successo, sono andata via ed ero contenta di averla vista, ma non triste di lasciarla.
      Grazie per il tuo commento, cara! 🙂

  2. 22 settembre 2016 / 23:24

    Ho un ricordo molto vago di Bangkok, ma alcune tuoi foto mi hanno restituito ricordi molto preziosi di quel viaggio che ho fatto anni fa. Mi piace molto come hai descritto la città, in modo neutro ma delicato e più che comprensibile, e mi salvo i tuoi consigli se mai un giorno dovessi tornarci!
    Un abbraccio Eli 🙂

    • 23 settembre 2016 / 17:31

      Grazie mille Agnese 🙂
      Ho cercato di descriverla al meglio, anche se non è una città facilissima!

      Un abbraccio a te :*

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