Viaggiare da sola: i pro, i contro e i pro

Al pensiero di un viaggio in solitaria, la prima domanda della maggior parte delle persone sarà “perché?”.
Altir invece vi chiederanno: “ma scusa, non è un po’ da sfigate viaggiare da sola?”:
Poi ci sono quelli che faranno leva sulla paura: “ma andrà bene per una donna sola? Di notte come fai?”.
Altri ancora vi diranno che avete tutta la loro stima, che siete forti e intraprendenti, che vorrebbero essere come voi.
E poi da soli non andrebbero neanche a visitare un museo nella loro stessa città.
Non voglio fare l’acida, è che quando direte che volete partire da sole cercheranno di scoraggiarvi.
O di riempirvi la testa di dubbi, come che le cose belle vanno condivise, o che probabilmente vi annoierete.
Sarò breve: viaggiare da sola per me è stato stupendo, quindi – se ne sentite il bisogno – partite.
Senza ascoltare nessuno.

Viaggiare da sola, Amsterdam

Viaggiare da sola: i contro

Ok, via il dente, via il dolore.
Il problema principale che ho incontrato durante i miei due viaggi in solitaria, quello per cui mi sono chiesta spesso: “ma chi me lo ha fatto fare?”, quello che mi ha fatto mettere in dubbio tutto, più e più volte, quello che vi creerà un sacco di problemi, la domanda che mi sono posta ogni benedetto giorno: “ok, adesso chi mi fa le foto?”.
E non mettetevi a ridere perché è un problema serio: immaginate di trovarvi al cospetto di Stonehenge, o difronte allo stupendo Bryggen di Bergen, o a 600 metri di altezza al Pulpit Rock. Vi verrà voglia di immortalare il momento, di avere una foto vostra in quel luogo per ricordare quel preciso istante anche tra molti anni.
A me è capitato a Stonehenge: il primo giorno di viaggio in solitaria della mia vita, la felicità alle stelle per essere in un luogo che sognavo da tempo e poi..
Lo smarrimento che quasi diventa panico: le foto sono importanti, specialmente in viaggio.
Troverete quello che non ha voglia, quell’altro che ha una fotocamera che costa quanto un’auto ma che non sa fare una foto dritta, quello che non capisce che se la foto deve ritrarre me, sarebbe meglio che nessun altro apparisse nell’immagine, quello che mette il dito davanti e chi più ne ha, più ne metta.
Ma il consiglio è uno: probabilmente sarà un momento che vorrete ricordare per sempre, quindi siate sfrontati e chiedete a chiunque fino a che non avrete una bella foto.

Viaggiare da sola

Viaggiare da sola

Un altro svantaggio, inutile dirlo, potrebbe riguardare come organizzarsi alla fine della giornata: niente cene col fidanzato, o bevute con gli amici e – se volete provare quel ristorante che avete visto sulla guida – l’unico modo è farsi coraggio e sedersi al tavolo da sole.
Io l’ho fatto ad Oslo, la prima sera del mio viaggio in Norvegia, e non ero pronta al ristorante, avevo soltanto programmato una cena veloce, magari street-food.
Poi la realtà ti colpisce prima che tu possa pensare ad una soluzione, quindi devi decidere in fretta. Nel mio caso (dato che erano le 21 ed era quasi tutto chiuso) potevo scegliere tra comprare qualcosa al supermercato, non mangiare, o cenare – per la prima volta in vita mia – da sola in un ristorante. Vi posso dire che fa parte di quelle cose che ci riempiono di preoccupazioni ma che – una volta fatte – la domanda è: “ah, tutto qui?”.
Nessuno mi ha guardata con occhi straniti e fissata perché mi trovavo da sola in un ristorante elegante, anzi i camerieri hanno colto l’occasione per fare due chiacchiere, mi chiedevano continuamente se il cibo fosse di mio gradimento, perché fossi in Norvegia, eccetera.
Ed vale lo stesso per i pub: a Bergen avevo voglia di una birra e sono entrata in un pub, mi sono seduta al bancone e ho ordinato. Niente imbarazzi, niente sguardi di chi sta giudicando la vostra solitudine.

Un’altra perplessità (legittima) è quella che vi ho accennato sopra, un’obiezione legittima: le cose belle vanno condivise. Ed è vero, perché un bel tramonto non è lo stesso senza una mano da stringere, o commentare la bellezza dei norvegesi con un’amica è diverso dal farlo in silenzio da sole.
O magari un posto vi piace talmente tanto che vorreste parlarne per ore e ore, dopo averlo visto,
Ma lo sapete cosa? Non è poi così male avere dei momenti che saranno sempre e soltanto nostri.
Luoghi che saranno per sempre, soltanto, vostri.

Viaggiare da sola, Oslo

Viaggiare da sola, Stonehenge

Viaggiare da sola: i pro

Il primo vantaggio è quello che racchiude quasi al 100% l’essenza di un viaggio in solitaria: la libertà totale.
Proprio così: vi va di camminare per 20 kilometri soltanto per respirare a pieni polmoni la città?
Potete farlo, senza dover decidere se farvi tutta quella strada a piedi o, invece, prendere un mezzo.
Vi va di sedervi per due ore in una panchina di Covent Garden a mangiare frutta fresca e rilassarvi?
Potete farlo, senza chi vi chiede di ripartire perché aveva in programma di vedere qualcosa.
Vi siete svegliati molto presto e vorreste subito mettervi in cammino?
Potete farlo, senza dover aspettare un orario umano per svegliare il vostro compagno di viaggio.
Volete cambiare i piani all’ultimo momento perché avete scoperto un posto che vi ispira troppo?
Potete farlo, senza chi avrà giustamente obiezioni e dovrete scegliere chi accontentare.
Vi va di mangiare ogni sera nello stesso posto, o cenare con un gelato o, ancora, pranzare alle 16?
Potete farlo, senza nessun tipo di trattativa su dove, cosa o quando mangiare.
Avete soltanto tre ore di scalo ad Amsterdam e volete fare una corsa folle per averne almeno un assaggio?
Potete farlo, senza i vari: “sicura che ce la facciamo?, “e se poi perdiamo l’aereo?”.
Non ho mai avuto problemi con nessuna delle persone con cui ho viaggiato, sia chiaro, ma anche poter scegliere ogni minimo dettaglio del viaggio è bellissimo.

Viaggiare da sola, Londra

Viaggiare da sola, Amsterdam

Viaggiare da sola, Bergen

Viaggiare da sola, Dublino

Viaggiare da sola mi ha anche aiutata con l’inglese: ogni volta che facevo conversazione con un host di AirBnB, o col cameriere di un ristorante, un barista, o un altro viaggiatore, sentivo che il mio inglese migliorava, di poco alla volta ma migliorava. Non sarebbe successo se non avessi avuto così tante occasioni di parlare con gli altri, o se non fossi stata “costretta” ad esprimermi in inglese ogni volta che avevo voglia di fare conversazione.

L’ultimo (che mi viene in mente) aspetto positivo è che il viaggio in solitaria aiuta a conoscersi come poche altre cose: siamo noi, messe davanti ai nostri limiti e che ci aspettano lì, pronti per essere superati.
Ad esempio, io non sono una persona atletica, per niente, e sono stata felice di percorrere quegli 8 km non semplicissimi durante l’escursione al Pulpit Rock: arrivare in fondo, da sola è stata una soddisfazione immensa. Magari se fossi stata con qualcuno avrei avuto foto migliori e avrei condiviso la meraviglia di trovarsi in un luogo tanto bello -non posso negarlo – ma averlo fatto da sola mi ha permesso di sentirmi molto fiera di me.

Viaggiare da sola, Pulpit Rock

Che ne pensate? Avete mai fatto – o vorreste fare – un viaggio da sole?

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10 Comments

  1. 14 settembre 2017 / 11:09

    Eli, mi ritrovo al 100% in tutto quello che hai detto. Le domande degli altri, le paure prima di partire…e poi scoprire che è tutto più semplice del previsto. A parte le foto, ovviamente! 🙂 Viaggiare da sola ti cambia la vita in un certo senso, non c’è niente da fare! Sono contenta che l’abbia scoperto anche tu. Un bacio!

    • 14 settembre 2017 / 13:30

      Grazie amica, soprattutto perché sei tra le persone che mi hanno ispirata

  2. 14 settembre 2017 / 12:46

    Concordo pienamente con tutto! E adoro viaggiare da sola… la libertà di vagare come e dove mi pare, sentirmi indipendente e responsabile, imparare ad amare me stessa…
    Ti auguro di fare tanti bellissimi viaggi :*

    • 14 settembre 2017 / 13:30

      Grazie mille, ricambio l’augurio:)

  3. 16 settembre 2017 / 13:04

    Bello Eli, concordo con tutto quello che hai detto! Ho viaggiato da sola solo una volta ma a lungo (6 settimane), e non ho avuto paura neanche per un minuto. Si può scegliere se stare soli tutto il tempo o se buttarsi e fare amicizia con la compagna di camerata, per dire, e allora in quel caso pure il problema delle foto scompare 🙂
    Devo ammettere però (e ne abbiamo anche parlato in privato) che l’unica cosa a cui rinunciare sarebbe estremamente faticoso sarebbe proprio quella della condivisione: è bello avere luoghi che sono solo nostri e certi pezzi d’Australia non vorrei condividerli con nessuno, ma è anche vero che condividere la felicità e l’entusiasmo di un viaggio con le persone che amiamo -il partner, gli amici, la famiglia- ha un valore inestimabile!

  4. 26 settembre 2017 / 12:22

    Sai benissimo che ti appoggio in pieno. Per me Fuerte è stato un primo, mezzo, passo e non potrei essere più contenta di quei giorni. Abbattere i propri limiti, piccoli o grandi che siano, è una cosa incredibile capace di darti botte di fiducia e autostima tremende. Onestamente però, non credo che potrei fare la viaggiatrice-sola-seriale, non mi ci vedrei in tutti i miei viaggi senza qualcuno al mio fianco per condividere, ma, una volta ogni tanto, prendere e partire in solitaria credo che possa essere un vero toccasana

    • 26 settembre 2017 / 13:25

      “Mezzo pezzo” a causa mia

      Io non lo so se potrei diventare una solo traveller seriale, per ora mi é presa così..poi chissà!

      • 26 settembre 2017 / 13:29

        Invece sono stata felicissima della tua presenza, mi hai “sconquassato tutti gli schemi” e per questo non posso che ringraziarti.

        • 26 settembre 2017 / 13:30

          E lo stesso vale OVVIAMENTE per me

  5. 7 ottobre 2017 / 21:37

    Io non ho mai viaggiato da sola. Delle volte è successo che sul mezzo fossi sola, ma dall’altra parte c’era sempre qualcuno ad aspettarmi. E ti dirò: è un’esperienza che mi manca e vorrei fare, proprio per quel senso di assoluta libertà di cui parli. Il massimo che ho fatto sono singole giornate a zonzo per una città, nel mio caso Praga, alla ricerca di quei piccoli dettagli che ai più potrebbero sembrare insignificanti. Quindi io ti dico BRAVISSIMA, continua così!

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