Mezza giornata a Zion

Su Zion non avevo onestamente molte aspettative, anzi..inizialmente non era nemmeno nell’itinerario, nonostante conoscessi il parco. Inizialmente, avevamo lasciato un giorno in più perchè speravamo di vincere la lotteria del The Wave: ovviamente abbiamo perso e allora ho deciso di dedicare del tempo a Zion. Non me ne sono assolutamente pentita! Innanzitutto, siamo arrivati all’ingresso del parco poco prima di pranzo ed ho mangiato un hamburger di seitan veramente ottimo: il ristorante del parco è molto carino, all’aperto, il servizio è veloce e per di più si mangia bene. Nel mentre, abbiamo studiato la mappa e scelto i trails che avremmo svolto nel pomeriggio. Sono molto dispiaciuta di non aver avuto abbastanza tempo per godermi pienamente il parco, perchè dal poco che è visto è stupendo.

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Una delle particolarità di Zion è che non si può utilizzare l’auto al suo interno, ma ci si muove unicamente con i comodissimi shuttle, che – dal parcheggio del Visitor Center – partono ogni cinque minuti, fermandosi ad ogni punto di interesse. In più, le navette sono elettriche: tutto, a Zion, è studiato per preservare l’identità selvaggia e la natura del parco. Nonostante sia più comodo muoversi con la propria auto, penso proprio che ogni national park dovrebbe seguire questa politica.

Veniamo ai trails. Uno dei motivi per cui inizialmente eravamo scettici su questo parco è che i percorsi più belli sono complicati, e noi (io in particolare 😀 ) non siamo molto allenati. La mappa che consegnano all’ingresso è chiarissima – sicuramente la migliore rispetto a quelle degli altri parchi – spiega tutti i trails possibili, la durata e il grado di difficoltà di ognuno. Aiutandoci con quella e con le recensioni di Tripadvisor, abbiamo deciso di partire dalle Emerald Pools, sentiero indicato come facile.

La fermata in cui bisogna scendere è Zion Lodge e già l’inizio del percorso è uno spettacolo: montagne di roccia rossa che fanno da sfondo a una fitta vegetazione, una vera gioia per gli occhi. E’ l’unico parco di terra rossa (di quelli che ho visitato, si intende) a non dare l’idea di un territorio arido e desertico. Uno dei motivi che ci hanno convinti nell’intraprendere questo trail è che le piscine di smeraldo sono tre, alle quali corrispondono tre percorsi: uno facile, e due di media difficoltà. Prima di intraprendere il percorso ci si trova davanti a un panorama che, di per sè, già merita la visita:

Inizio dell'Emerald Pools Trail

Inizio dell’Emerald Pools Trail

Man mano che si sale, il percorso diventa più tortuoso e la vegetazione più scarsa. Il consiglio è di non aspettarvi troppo dalle piscine naturali (il nome può effettivamente trarre in inganno): le piscine sono piccole – più che altro laghetti – ed il colore purtroppo non è smeraldino. Le Lower Emerald Pools sono effettivamente le migliori, la salita è semplicissima e la cascata (sì, c’è anche una cascata) è abbastanza ricca. Come dicevo, la vera meraviglia di questo trail non sono le piscine: è più che altro il percorso che ti immerge totalmente nella natura, la vegetazione che cambia continuamente, adorabili chipmunks che ogni tanto si fanno vedere. I primi due trails sono piuttosto facili, quindi abbiamo deciso di salire fino al terzo piano per vedere le Upper Emerald Pools: qui il percorso inizia ad essere veramente ostico, il flusso di visitatori diminuisce drasticamente. Noi avevamo fatto la furbata e non avevamo con noi nemmeno una bottiglietta d’acqua, fortuna che il clima era mite! Voi l’acqua portatela, ma se la finite o vi venisse in mente la geniale idea di non portarla, sappiate che l’acqua del ruscello di Zion si può bere (io sono qui a raccontarlo, quindi fidatevi!). Dopo una serie di scale di roccia rossa piuttosto infinita (per una pigra come me), si arriva alla fine del sentiero. La cascata in primavera (e sicuramente anche in estate) è ridotta a un piccolo getto d’acqua, ma il bello è l’imponente roccia che la sovrasta. Io consiglio tutta la fatica per arrivare in cima, i panorami sono stupendi.

Emerald Pools Trail

Emerald Pools Trail

Una volta terminato il percorso, siamo tornati al lodge, abbiamo finalmente bevuto, passeggiato nei dintorni del visitor center e deciso l’altro trail della giornata: Weeping Rocks. Ecco: fatelo assolutamente! Si scende all’omonima fermata, il trail è di una facilità incredibile, direttamente proporzionale alla bellezza del panorama che vedrete una volta concluso. Anche qui, ci sarebbe da vedere una cascata, ma l’acqua è poca, quindi ci siamo concentrati sul meraviglioso panorama del canyon (l’immagine in evidenza dell’articolo): io me ne sono totalmente innamorata!

Weeping Rock

Weeping Rock

Non si sa come, era già arrivata l’ora di abbandonare Zion: io spero vivamente di avere l’occasione di tornarci, per avere più tempo per godermelo e svolgere i trail più difficili. Quando eravamo già in auto, il parco ci regala un’ultima sorpresa: rocce di tantissime sfumature di rosso e arancio.

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Il panorama più bello della giornata!

Anche se è meno conosciuto, Zion è sorprendente e meraviglioso. Vale sicuramente una visita. Concludo con un’ultimo consiglio: non soggiornate a Panguitch! O meglio, non fatelo se avete intenzione di tornare la sera tardi perchè troverete tutto chiuso. Noi avevamo scelto l’Harold’s Place Inn a causa del ristorante attaccato al motel, ma sorpresa delle sorprese..era chiuso! Abbiamo dovuto girare in lungo e in largo per trovare un qualsiasi posto per mangiare che fosse aperto e siamo finiti a mangiare terrificanti sandwich al ‘bar’ del benzinaio.

 

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